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| Andrea Colombo Il matematismo del concetto L’intervento propone di interrogare il senso di un possibile “matematismo del concetto” nel pensiero di Gilles Deleuze. Lungi dall’indicare una riduzione della filosofia a formalismo o a logica, tale espressione designa piuttosto una trasformazione dello statuto del concetto, che viene pensato in termini di problema, struttura e genesi. A partire dalla tradizione epistemologica francese — in particolare Léon Brunschvicg, Albert Lautman e Jules Vuillemin — si mostrerà come il riferimento alla matematica non fornisca un modello alla filosofia, ma contribuisca a ridefinire il pensiero come campo di variazione e di differenze. In questo senso, il “matematismo” non riguarda la forma del concetto, ma la sua dinamica interna. L’intervento metterà inoltre in luce la distinzione deleuziana tra “concetti” e “funzioni”, mostrando come la matematica appartenga al regime delle seconde, mentre la filosofia consiste nella creazione dei primi. Tuttavia, è proprio nella tensione tra questi due registri che emerge una prossimità decisiva: la matematica, nella sua dimensione problematica, offre alla filosofia una risorsa genetica, senza mai confondersi con essa. Si tratterà quindi di mostrare come il “matematismo del concetto” non designi una subordinazione della filosofia alla matematica, ma una riconfigurazione del concetto stesso, che ne ridefinisce il ruolo ontologico e la funzione nel pensiero contemporaneo. Andrea Colombo è assegnista di ricerca all’Università di Udine e professore a contratto di Storia della Filosofia e di Storia della Filosofia Contemporanea presso l’Università di Padova. Il suo lavoro di ricerca si concentra sull’empirismo e sulle sue varie declinazioni nel corso del ventesimo secolo, con particolare attenzione al pensiero di G. Deleuze, W. James e F.H. Bradley. La sua ricerca si è focalizzata sulla relazione tra le scienze e la filosofia, specialmente tra il pensiero di Gilles Deleuze e la matematica contemporanea. È autore di “Immanenza e molteplicità. Gilles Deleuze e le matematiche del Novecento” (Mimesis, 2023) e di “F.H. Bradley e W. James. Un dibattito metafisico alle origini del pensiero contemporaneo” (Mimesis, 2024). Ha anche curato e tradotto “Il corso sulla percezione (1964-1965)” di Gilbert Simondon (Mimesis, 2025), la nuova edizione dei “Saggi sull’Empirismo Radicale” di William James (Mimesis, 2023), la nuova edizione de “Il virtuale” di Pierre Lévy (Meltemi, 2023), la prima traduzione italiana di “Scienza intensiva e filosofia virtuale” di Manuel DeLanda (Meltemi, 2022) e l’ultimo libro di Giuseppe Longo, “Matematica e Senso” (Mimesis, 2021).
Diego Donna Diego Donna è Professore associato presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna dove si occupa di storia della filosofia moderna e contemporanea. Doctor Europaeus di ricerca (Università di Bologna/Utrecht) e ricercatore nel quadro del progetto Herméneutique des Lumières (FNS, Université de Genève/Bologna), è stato Visiting Scholar di numerosi centri di ricerca internazionali, fra cui IRPhiL, Université Lyon III, Birkbeck College of London, Princeton University, Utrecht University. Presso il
Silvia Zanelli Silvia Zanelli è cultrice della materia in semiotica presso l’Università di Bergamo. È stata titolare di un assegno post-doc nel medesimo ambito disciplinare presso l’Università di Bologna. Federico Leoni Federico Leoni insegna Teorie del soggetto e Etica critica all’Università di Verona, dove coordina il Corso di laurea in Filosofia e co-dirige il Centro di ricerca “Tiresia” per la filosofia e psicoanalisi. Tra i suoi libri: Bergson. Segni di vita (Feltrinelli 2021); L’immagine-scatola. Joseph Cornell, Masashi Echigo, Robin Meier (Castelvecchi 2022); Metafisica dello specchio. Anish Kapoor e la poesia delle superfici (Marsilio 2023) Antonio Ricciardi Antonio Ricciardi è un ricercatore indipendente il cui lavoro si concentra sui temi del ritmo, della tecnica e delle nuove tecnologie, con particolare riferimento al pensiero di G. Deleuze, F. Guattari e A. N. Whitehead. Suoi scritti sono apparsi sul Giornale di Filosofia, Mediascapes, Kaiak. A Philosophical Journey, NOT e altre sedi. Ha inoltre svolto attività seminariale presso il corso di Media Studies dell’Università degli Studi di Napoli "L’Orientale". Nel 2026 ha pubblicato per Ombre Corte la sua prima monografia, "La macchina Netflix. Algoritmi, estetica e politica delle piattaforme".
Tommaso Morawski La relazione ha per oggetto l’immaginazione cartografica dell’Illuminismo, considerato dagli storici come “l’epoca della cartografia”. Si concentra in particolare sulla “geografia della ragione” di Kant e tratta del ruolo che la rappresentazione cartografica della Terra ha svolto rispetto alla costruzione di un immaginario planetario globale, imponendosi altresì come modello per la misurazione del sapere umano e metafora della sua sistematizzazione. L’obiettivo è sviluppare una riflessione sulla medialità delle metafore e la metaforicità dei media, per indagare il significato che la tecnica cartografica e le operazioni ad essa correlate possono aver avuto sull’immaginario filosofico di Kant, sul suo linguaggio, sulle sue strategie argomentative, sul problema della sua forma e della sua rappresentazione. L’attenzione sarà quindi rivolta alla «carticità» della filosofia kantiana. Vale a dire, a quelle pratiche transmediali di scrittura risultanti dal processo di negoziazione tra il testo e la mappa come medium, cioè come uno «specifico sistema di combinazione di segni e come una specifica forma di elaborazione della conoscenza» Tommaso Morawski è RTT in estetica presso il DIAP (Dipartimento di Architettura e Progetto) della Sapienza – Università di Roma. Dopo il dottorato in Filosofia e storia della filosofia (2017), ha svolto attività di ricerca presso la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte (2018-2020 e poi 2023-2024), la Bauhaus-Universität Weimar (2020-2022) e la SUPSI di Mendrisio (2024-2025). Collaboratore della CiEG, è anche membro della direzione editoriale della rivista «Pólemos. Materiali di filosofia e critica sociale». Le sue pubblicazioni includono la monografia Mappe della ragione. Kant e la medialità dell'immaginazione cartografica (2024) e i due volumi che ha co-curato Urban Forms of Life. Per una critica delle forme di vita urbana (D’Ammando, Morawski, Velotti 2023) e Earthscapes. Le conseguenze della visione della Terra dallo spazio (Morawski, Vegetti 2023).
Francesco Emilio Restuccia
Che cos'è un sistema filosofico? E perché i sistemi filosofici sembrano essere costitutivamente plurali, dato che di fatto non si è mai riusciti (e probabilmente ciò non accadrà mai) a ridurre il loro numero sulla base di un criterio comune da parte dei filosofi che se ne occupano? Qual è la verità di ognuno? Queste e altre domande hanno orientato la ricerca che Martial Gueroult ha condotto per oltre mezzo secolo, e a cui ha dato il nome altisonante di Dianoematica. Si tratta di un'indagine sistematicamente condotta sulla natura e la struttura delle dottrine filosofiche presenti di fatto nella storia. Eppure, secondo Gueroult, la stessa adozione di un sistema, o di una dottrina filosofica prestabilita (idealismo, realismo, positivismo, fenomenologia ecc.), da parte del soggetto che si accinge a filosofare, costituisce già di per sé un atto filosofico maggiore, che comporta enormi conseguenze. Secondo l'autore, infatti, si tratta di un atto ingiustificabile razionalmente, frutto di un'intuizione, o di un peculiare “sentimento di realtà”, che costituisce la più alta espressione della libertà originaria del soggetto filosofante che “pone” una certa esperienza diretta della “realtà” come reale. Ma da questo atto assolutamente contingente e storicamente situato scaturiscono una serie di conseguenze che si rivelano sempre più necessarie, e che di fatto limitano un po' alla volta la libertà del soggetto a mano a mano che la costruzione progredisce. Così si giunge alla situazione, apparentemente paradossale, nella quale da premesse assolutamente contingenti si perviene a conseguenze razionalmente necessarie, inattaccabili. Di qui la questione che ci proponiamo di esaminare nel corso del nostro intervento: il sistema filosofico, così concepito, può essere paragonato a una “macchina di pensiero” Filippo Domenicali, PhD in Filosofia presso l'Università di Ferrara, ha svolto attività di ricerca presso le Università di Genova e Lione, e attualmente è docente di filosofia nei licei. Nei suoi studi si è occupato soprattutto di filosofia francese contemporanea, con particolare attenzione alla galassia (cosiddetta) “post-strutturalista” (Deleuze, Foucault, Bourdieu) e alla sua “genealogia” filosofica (Tarde, Souriau, recentemente Gueroult). È autore di tre monografie: Biopolitica e libertà. Dieci capitoli su Foucault (Napoli-Salerno 2018); Il pensiero come prassi. Guida alla lettura della “Terminologia filosofica” di Th.W. Adorno (Ferrara 2018); e Deleuze. Filosofia di una vita (Roma 2023, con P. Vignola), oltre che di numerosi saggi in volume e su rivista.
Giulia Bernard Giulia Bernard è assegnista di ricerca in Filosofia teoretica presso l’Università di Padova. Ha studiato all’Università di Padova, alla Scuola Galileiana di Studi Superiori (Padova) e alla Friedrich-Schiller-Universität Jena. Dopo aver conseguito il dottorato in cotutela tra Padova e la Ruhr-Universität Bochum, è stata borsista di ricerca presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. La sua ricerca si concentra sulla filosofia classica tedesca – con particolare attenzione a Hegel, Kant, Schelling, Jacobi e Herder – nonché sulla metafilosofia e sulla filosofia della religione. È autrice di L’esecuzione discorsiva della filosofia. Il sistema hegeliano berlinese (Pubblicazioni di Verifiche, Padova University Press, 2025) e di contributi apparsi in riviste e volumi collettanei. Ha inoltre co-curato numeri speciali di rivista – tra cui Kant 1724-2024: Perspectives and Interpretations (Verifiche, 2025, con G. Tomasi e B. Santini), Speculative Thinking (Rivista di Estetica, 2024, con L. Illetterati e Z. Kobe) e Reason in Check: Philosophy of Religion in Classical German Philosophy (Verifiche, 2023, con B. Santini) – e il volume Hegel and Feminism (Bloomsbury, in corso di pubblicazione, con B. Jovicevic e K. Koch).
Giovanni Matteucci Giovanni Matteucci insegna Estetica all’Università di Bologna. La sua ricerca riguarda il nesso tra prassi percettiva, processi formativi e pratiche espressive nel campo relazionale esteso del sensibile. È autore di numerosi saggi e diversi volumi, tra i quali: Il sapere estetico come prassi antropologica (2010), L’artificio estetico (2012), Il sensibile rimosso (2015), Estetica e natura umana (2019). Ha curato l’edizione italiana di classici del pensiero contemporaneo tedesco (Dilthey, Cassirer, Adorno, Fink) e anglo-americano (Dewey, Langer, Wollheim, Berleant), oltre a volumi collettanei su vari aspetti del dibattito attuale in ambito estetico. Dirige la rivista “Studi di estetica”.
►Moderatori Alessandra Campo (Roma) è assegnista di ricerca in filosofia presso l’Università degli Studi dell’Acquila e membro del Centro di Psicoanalisi e Filosofia Après-Coup presso la stessa università. Da diversi anni si occupa dei rapporti tra filosofia e psicoanalisi con particolare riguardo alle implicazioni metafisiche e cosmologiche della teoria freudiano-lacaniana (Bergson, Whitehead, Deleuze). Ha curato il volume "L’Uno perverso. L’uno senza l’altro: una perversione?" (L’Aquila, 2018). Ha pubblicato con Mimesis (2018) "Tardività. Freud dopo Lacan" e con Aesthetica Edizioni (2020) "Fantasma e sensazione. Lacan con Kant" Daniele Poccia (L’Aquila, 1983), ricercatore indipendente, ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia (l'Università del Salento/La Sorbonne Paris IV) ed è stato titolare di due assegni di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Aquila. La sua ricerca, a cavallo tra estetica, filosofia della scienza e filosofia politica, verte sui problemi – dall’impatto della digitalizzazione alle trasformazioni della città – tipici della contemporaneità, come su alcune questioni generali dell’epistemologia della biologia e della tecnologia, nei loro reciproci rapporti. Ha tradotto Henri Bergson (Sul segno, Textus 2011), curato due antologie di testi rispettivamente di Raymond Ruyer (La superficie assoluta,Textus, 2017) e di Louis Weber (Il ritmo dell’immanenza, Mimesis 2022) e il corso su L'idea di tempo (Textus 2024), sempre di Bergson. Ha partecipato alla redazione del volume Immanenza: una mappa (a cura di R. Ronchi e R. Panattoni, Mimesis 2019) e contributo al progetto Storia di un albero - History of a tree (Silvana Editoriale, 2020), di Flatform. È membro del collettivo di ricerca interdisciplinare CCCC (Cybernetics, Chaos, Catastrophe, Complexity). Da tanti anni partecipa alle attività del comitato post-sisma ‘3e32’, nella sua città natale. Ha scritto per Doppiozero, Le parole e le cose e Dinamopress.
Sandro Palazzo Professore a contratto di filosofia teoretica presso l’Università di Pavia. Dottore di ricerca presso l'università di Bologna, si è perfezionato presso l’École normale supérieure di Parigi. Si è occupato di filosofia francese del secondo Novecento e di filosofia classica tedesca. Ha pubblicato di recente la monografia Hölderlin e Sofocle (Mimesis 2025), e sono in corso di pubblicazione alcuni scritti su Deleuze, Hölderlin e Kant. Ha curato la prima edizione italiana di Logique et existence di J. Hyppolite (Bompiani 2017), e la prima traduzione italiana delle lezioni di Deleuze su Kant del 1978 (Fuori dai cardini del tempo, Mimesis 2004) e di Ricerca della base e della vetta di R. Char (Mimesis 2011). Tra i numerosi testi dedicati a Deleuze si menziona in particolare la monografia Trascendentale e temporalità (ETS 2013) in cui ha approfondito i rapporti tra il pensiero deleuzeano e la filosofia kantiana e postkantiana. Si è quindi occupato della speculazione fichtiana; in proposito ha pubblicato Figure del trascendentale: vita e concetto in Fichte e Deleuze («Rivista di filosofia neoscolastica», Gennaio-Giugno 2018), Atto, differenza, contingenza (in Principio, metodo e sistema nella Filosofia Classica Tedesca, Inschibboleth 2019); Struttura autoriflessiva del pensiero e intuizione intellettuale («Il Pensiero», LXI, 2022). Sta lavorando ora a una monografia su Autoriflessività e ontologia trascendentale. Cartesio, Kant, Fichte. Paolo Vignola PhD in filosofia, insegna Filosofia della letteratura, Teoria letteraria e Letteratura e Nuove Tecnologie presso la Universidad de las Artes de Guayaquil, Ecuador. È membro del comitato scientifico di «Etica&Politica», co-fondatore della rivista internazionale di filosofia «La Deleuziana» e membro di vari network internazionali. La sua ricerca articola filosofia contemporanea, estetica, ecologia politica, filosofia della tecnologia, e consta di più di cento pubblicazioni scientifiche, in italiano, inglese, spagnolo e francese.
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